Antonino Uccello (1922 – 1979) si rese conto della perdita del patrimonio culturale siciliano dovuta all’emigrazione degli anni 40-50, così cominciò a raccogliere elementi d’uso quotidiano di campagna in campagna con l’aiuto del suocero. Trovò nel Palazzo Ferla un posto dove poter dare senso agli oggetti raccolti in una vita: cucchiai in legno, collari, presepi in legno d’arancio, chiavi di carretto, sculture in ferro.
Oggi la visita è molto facilitata dall’inserimento dei “pezzi” nei propri ambienti, sia che si tratti di spazi casalinghi (la camera da letto, il telaio) che di lavoro come il frantoio (il trappeto).
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