Lentini

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Da Lentini si gode un bellissimo panorama che affaccia sulla piana di Catania e sul lago omonimo. Città rinomata per le arance, è ricca di monumenti, parchi e itinerari molto interessanti da visitare come il Duomo, il Castellaccio e la Chiesa rupestre del Crocifisso.

Città barocca di origine greca, Leontinoi (in greco antico: Λεοντῖνοι, in latino: Leontini) fu un’influente polis della Sicilia greca. Di origine sicula e luogo di passaggio e di incontro tra popolazioni e culture diverse, fu fondata nel 729 a.C. dai Calcidesi di Naxos, i quali la scelsero per la fertilità delle sue terre.

Dopo due possenti terremoti, quelli del 1542 e del 1693, la città ha ricostruito se stessa dalle proprie rovine.

 

La Storia

Le prime importanti informazioni relative all’insediamento e al castello medievale di Lentini, risalgono ad epoca normanna.

La fortezza sorgeva sul colle “Castellaccio”, dove oggi si trovano i resti di un esteso complesso edilizio ristrutturato durante la prima metà del XIII sec. d.C., secondo volontà di Federico II, il quale lascia ampia testimonianza dell’operato in una celebre epistola, indirizzata a Riccardo da Lentini.

Il Castellaccio di Lentini possiede la forma di una rupe calcarea dalla sommità piatta, posta al centro di un sistema fortificato che comprende a nord-ovest il colle Tirone e a sud-est il colle Lastrichello. Due profondi fossati dividono la fortezza dalle due alture. L’isolamento si accentua a nord e a sud, dove mura a strapiombo isolano l’intero complesso dalla Valle del Crocifisso (a settentrione) e dalla Valle di S. Mauro (a meridione).

 

IL DUOMO

SANTA MARIA LA CAVA E SANT’ALFIO EX CATTEDRALE

La Chiesa Madre, in stile barocco, edificata dopo il terremoto del 1693 ed ultimata intorno al 1750,  è attribuita all’architetto Vincenzo Vella da Malta.

Il Duomo presenta un impianto a tre navate e la facciata settecentesca a tre ordini;  dal sagrato antistante, spicca il grande portone centrale in legno con i simboli della passione dei santi martiri Alfio, Filadelfo e Cirino, gli stemmi del papa, del viceré, del vescovo Trigona e della Città di Lentini.

Di particolare interesse, al suo interno: l’icona bizantina della Madonna Odigitria, detta “del Castello” del XII secolo; tre arcosoli paleocristiani (nicchie sormontate da un arco, incassate nella parete che contiene una tomba, tipica delle catacombe paleocristiane) nell’area catacombale eretta presso i sepolcri dei martiri Alfio, Filadelfo e Cirino; la fonte con il ciclo dei mesi del XII secolo; un “putridarium” (un ambiente funerario “provvisorio” di “purificazione”, sotterraneo, in cui i corpi dei frati o delle monache defunti venivano collocati entro nicchie situate lungo le pareti, e seduti su appositi sedili-colatoio in muratura, ciascuno con un ampio foro centrale e un vaso sottostante per la raccolta dei liquidi cadaverici e dei resti in via di decomposizione) e  varie tele del XVII-XVIII secolo lungo le navate. In sagrestia si trova un armadio ligneo intarsiato di considerevole valore.

Per garantirne una sepoltura cristiana, Tecla e compagni recuperarono temerariamente i corpi dei martiri, custodendoli in un complesso di tre arcosoli scavati nella roccia. I manufatti lapidei sono oggi inglobati in corrispondenza di alcune cappelle della navata destra dell’attuale tempio.

 

CHIESA RUPESTRE DEL CROCIFISSO

Una delle chiese rupestri più suggestive della Sicilia, la chiesa Rupestre del Crocifisso, oggi restituita al pubblico dopo un’importante lavoro di restauro.

In realtà si tratta di una vera e propria grotta composta da due ambienti simmetrici che comunicano attraverso un varco: il vano di destra, che presenta un’abside scavata a destra dell’ingresso est, appare proprio come una vera chiesa; il vano di sinistra, con un ingresso indipendente che in origine era una finestra, si deve far risalire alla ricostruzione settecentesca che la trasformò in una chiesa.

La chiesa si trova vicino all’area archeologica di Lentini, nella periferia sud orientale dell’odierna città, all’interno del parco del Castellaccio ed è visitabile.

 

Info mail: [email protected]

Web: https://prolocolentini.jimdofree.com

 


Conbributi a cura di:
Testi a cura di: valentina

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