Lungo la via delle tonnare

Accompagnati dall’odore del mare del sudest della Sicilia, seguiamo un itinerario che ci porta alla scoperta di suggestivi borghi marinari, spiagge incantevoli e antiche tonnare. Siracusa, Avola, Vendicari, Marzamemi e ancora più a sud fino a quell’ultimo lembo d’Europa che s’infrange sulle sabbie di Portopalo di Capo Passero. Un percorso sensoriale sulle tracce dell’antica tradizione dei pescatori di tonno.

Siracusa - Palazzi di Piazza DuomoLa nostra prima tappa è Ortigia, il centro storico di SIRACUSA. Arriviamo al tramonto e subito ci immergiamo in quell’atmosfera unica che solo le antiche città di mare sanno restituire: le piccole barche di pescatori che rientrano in porto, la brezza che accarezza i capelli e le luci della città riflesse sul mare lungo la passeggiata della Marina. Raggiungiamo il B&B MAECO’, una bella struttura a pochi passi da Piazza Duomo, dove ci accoglie Martina. Già dai primi minuti capiamo che lei conosce perfettamente Siracusa e, appresa la nostra curiosità per le tonnare e la pesca del tonno, ci suggerisce di visitare l’indomani mattina il mercato dove è possibile ammirare i tonni appena pescati.

Le chiediamo anche di suggerirci un posticino dove poter prendere un apericena. Con la sicurezza di chi sa il fatto suo ci consiglia di andare al SYRAKA, proprio nella zona dell’antico mercato, dove servono degli aperitivi eccezionali a base id pesce. Non ci pensiamo su due volte e, appena posate le nostre valigie in camera, raggiungiamo subito il locale. Andrea, il proprietario, è molto professionale e preparato e ci suggerisce di assaggiare una tartare di tonno alalunga insaporita con mentuccia, basilico, capperi e ciliegino di Pachino accompagnata da un freschissimo vino siciliano catarrato. Un apricena che si rivela un vero e proprio benvenuto nei sapori della Sicilia.

 

Mercato del pesce - ©Photo Fazen
©Photo Fazen

La mattina successiva ci dirigiamo a piedi verso il vicino mercato di Ortigia che ci ha indicato Martina e subito veniamo avvolti da un’esplosione di colori, suoni e odori mediterranei che quasi ci ubriacano. Sulle bancarelle dei pescatori fanno bella mostra i tranci di tonno, circondati da acciughe, sarde, sgombri e altro pesce azzurro locale.  Le urla di richiamo dei venditori ci catturano ad ogni passo e così capiamo che questo non è solo un luogo dove si vende e si acquista, ma un vero a proprio sipario sul cuore pulsante della città.

Tonnara di Avola - ©Photo Gabriele Campisi
©Photo Gabriele Campisi

Lasciamo Ortigia e, seguendo l’antica via Elorina che portava da Siracusa ad Agrigento seguendo la costa sud orientale della Sicilia, raggiungiamo la zona del borgo marinaro di AVOLA, conosciuta con il nome di “Mare Vecchiu”. Qui sorgono i resti di una antica tonnara che si affaccia sul porticciolo. Fu costruita nel seicento, danneggiata dal devastante terremoto del 1693 che colpi tutto il Val di Noto e poi restaurata nel ‘700. Oggi purtroppo abbandonata, rimangono visibili la ciminiera e alcuni magazzini annessi. A pochi passi dalla tonnara ci attrae una piccola spiaggetta e le sue acque azzurre. Il richiamo di un tuffo in mare è irresistibile e noi non ci facciamo pregare più di tanto. Ci colpisce l’acqua cristallina e la sabbia pulita nonostante la spiaggia sia praticamente nel paese.

Dopo un lungo bagno rinfrescante, abbiamo un certo languorino. Siamo fortunati perchè sulla spiaggetta affacciano tanti bei localini ricavati dai vecchi magazzini dei pescatori sapientemente ristrutturati. Siamo attratti dal nome che spicca sull’insegna colorata di uno di questi, SUDD THE UNUSUAL FOOD, e dalla sua incantevole verandina con i tavoli che si affacciano sul mare. Cosa vorrà dire “unusual” lo scopriremo poco più tardi quando Vincenzo, uno dei proprietari del ristorantino, ci spiega che il loro menu stranamente per il luogo non è a base di pesce, ma propone piatti della tradizione locale contadina. Ma come?…non eravamo sulla via del tonno? Lo sguardo di Vincenzo è sincero e convincente e decidiamo quindi di assaggiare i piatti del loro menu. E non rimaniamo delusi:  Vicenzo arriva con in mano un tagliere gigantesco che il nostro tavolo riesce a ospitare con fatica. “Ecco il nostro tagliere T’arricrii” – dice Vincenzo con aria sorniona. Già il nome è tutto un programma, ma la sostanza lo è ancora di più: sul tagliere regnano gli autentici sapori della terra di Sicilia: caponata, arancini, focacce ripiene, olive, ricotta, salsiccia secca e naturalmente salumi e formaggi tipici accompagnati da una marmellata di arance. Proseguiamo con un delicatissimo risotto alla mandorla e concludiamo con l’Esperienza di cannolo, un dessert un cui noi stessi diventiamo protagonisti in una vera e propria experience di pasticceria.

Dopo pranzo riprendiamo il cammino verso sud alla volta della Riserva Naturale di VENDICARI. Qui si trova la tonnara più affascinante e scenografica della Sicilia. Il cammino per raggiungere la tonnara si snoda attraverso i sentieri della riserva che si affacciano sui pantani dell’oasi. Ammiriamo una natura incontaminata e una miriade di uccelli, tra cui dei bellissimi aironi e fenicotteri. Giunti alla tonnara scopriamo con piacere che l’area è stata sapientemente restaurata e che quello di Vendicari è divenuto uno dei siti di archeologia industriale meglio conservato d’Italia.

I suggestivi resti degli ambienti della tonnara sembrano un palcoscenico teatrale a cielo aperto e attraversarli in successione si rivela per noi un’esperienza affascinante.  Scendendo più giù, lambita dalle onde, ammiriamo la Torre Sveva, fatta costruire da Pietro d’Aragona intorno al ‘400 a difesa delle coste contro gli attacchi arabi. Accanto alla torre spicca la casa dei pescatori, di un intenso colore azzurro. Al suo interno è stato ricavato un piccolo museo che racconta la storia della pesca del tonno. La guida ci spiega, davanti ad una ricostruzione in miniatura della cosiddetta ‘mattanza’, che la pesca del tonno nella Sicilia sudorientale veniva praticata fin dai tempi dei greci e dei romani. Proprio questo mare, infatti, da sempre è stato scelto dai tonni per la loro riproduzione e la tradizione dei tonnaroti ha attraversato i secoli fino a spegnersi gradualmente dopo la metà degli anni ’50.

Apprendiamo anche che la tonnara di Vendicari utilizzava ampiamente i vicini pantani della riserva che per molti anni furono adibiti a saline per trarre il sale necessario per la conservazione del pesce. Sul Pantano grande è stata conservata, a mo’ di testimonianza, la casa del salinaio che veniva usata, a volte, come deposito. Dalla tonnara si gode una vista meravigliosa sulla lunga spiaggia di Vendicari. Questo panorama e le acque cristalline sono un richiamo ammaliatore al quale cediamo con piacere. Ci tuffiamo nei fondali bassi e sabbiosi di una mare che sembra caraibico, nuotando in mezzo ai pesciolini. E, mentre riemergiamo dalle acque, l’imponente profilo della tonnara ci incanta e ci ricorda che in questo luogo magico  storia, natura e tradizione si intrecciano alla perfezione.

Al tramonto lasciamo la spiaggia per raggiungere il vicino agriturismo LE ZAGARE DI VENDICARI. Appena arrivati siamo inebriati da un dolce e intenso profumo di zagara, il fiore degli alberi di agrumi. E così ci rendiamo conto che in questi luoghi la natura offre al visitatore un regalo dopo l’altro.  Avvolti da questo aroma, ci accolgono Giuseppe e sua moglie e ci raccontano che questa struttura è nata come un progetto di famiglia e che il nome è stato scelto proprio per la presenza dei 10 ettari di agrumeto che circondano l’agriturismo.  Ci svela anche che la quasi totalità dei sapori che ritroveremo a cena e la mattina dopo a colazione sono prodotti internamente nell’agriturismo: la pasta, lo yogurt, le marmellate, le brioche che accompagnano la loro tipica granita siciliana. Dopo cena siamo talmente stanchi che non vediamo l’ora di goderci una sana dormita in mezzo al silenzio della campagna di questo agriturismo da favola.

L’indomani mattina ci svegliamo rigenerati e, dopo una fantastica colazione all’insegna del gusto e del benessere, raggiungiamo il porto turistico di Marzamemi. Qui abbiamo appuntamento con Peppe, il capitano di SHARK, che ci ha riservato una escursione in barca di mezza giornata sul mare di Marzamemi e Portopalo. Saliamo con lui su un bel gommone di 7 metri ed eccitati come bambini, togliamo l’ancora e via si parte. Peppe è di una simpatia incredibile e tra una battuta e un’altra, svela minuto dopo minuto le sue profonde conoscenze del luogo. Ci porta a vedere dal mare l’antico borgo marinaro di Marzamemi, raccontandoci aneddotti, storie di pescatori e piccoli trucchi da marinaio.

Seguendo la linea di costa che si spinge verso sud, raggiungiamo in barca PORTOPALO DI CAPOPASSERO, dove possiamo ammirare dal mare il complesso della tonnara che si staglia sulla scogliera, appartenuta ai Principi di Villadorata, gli stessi del più bel palazzo in stile barocco del Val di Noto, il Palazzo Nicolaci che si trova a Noto. Peppe sa proprio tutto di questo tratto di mare e ci fa notare la particolare forma della piattaforma antistante la tonnara dove le barche anticamente scaricavano i tonni appena pescati. Ci racconta persino della presenza un antichissimo vulcano ormai spento. Dopo un tuffo veloce e si riparte alla volta dell’Isola di Capopassero, dove gettiamo l’ancora. Qui, dopo un tuffo tra grotte e fondali cristallini, ci rilassiamo al sole ascoltando il rumore del mare accompagnati da un aperitivo con frutta e prosecco.

Al rientro dall’escursione salutiamo con gratitudine Peppe e i ragazzi di Shark e ci incamminiamo verso il centro di Marzamemi. Tutto questo mare ci ha fatto venire voglia di pesce, cerchiamo un posticino dopo poter mangiare velocemente perchè l’appetito è molto ma il tempo è poco, dato che vogliamo visitare Marzamemi in ogni suo angolo. Chiediamo in giro e ci consigliano un localino proprio alle spalle dell’antica tonnara di Marzamemi dove servono pesce di tutti i tipi servito in un coppo di carta arrotolata. Il nome non lascia dubbi, “FRITTI IN UN COPPO” è proprio quello che cercavamo. Pesce freschissimo fritto al momento servito con verdure pastellate e la nostra scelta dal menu. Saro, il proprietario, ci consiglia anche di assaggiare i loro Arancini siciliani al ragù di pesce e le polpette di pesce. E noi siamo felici di aver seguito il suo consiglio perchè in poco più di mezz’ora siamo riusciti ad assaporare tutto il gusto del mare di Sicilia.

Dopo la pausa pranzo ci addentriamo negli stretti vicoli di MARZAMEMI. Da piccolo borgo di pescatori si è trasformata negli ultimi anni metà turistica di eccezione e set cinematografico di numerosi film e fiction TV come la nota serie del Commissario Montalbano. E’ una vera bomboniera affacciata sul mare che la sera si anima sotto le luci della movida. Al centro del borgo ci accoglie una suggestiva piazzetta circondata dalle casette di pescatori riconvertite in ristoranti alla moda, localini e loungebar.  Sulla piazzetta si affaccia il complesso della tonnara, oggi in piccola parte restaurato, con la sua ciminiera e i magazzini che venivano usati per la conservazione del tonno.

Attraversando un piccolo arco raggiungiamo la balata, come viene chiamata in Sicilia la lastra di pietra dove scorrono le barche durante le operazioni di messa in mare. Sono le pietre che Peppe di Shark ci aveva fatto vedere dal mare durante l’escursione in barca, spiegandoci che in realtà sono solo appoggiate e le onde del mare le talvolta le sollevano leggermente in un perenne gioco di equilibrio tra terra e mare. Ci godiamo ogni piccolo angolo del borgo fino al tramonto quando il sole scompare in lontananza dietro le campagne e i vigneti.

 

Questo momento così romantico ci ha fatto venire voglia di una cena a lume di candela lontano dalle luci e dai suoni della movida che inizia ad animarsi nel borgo. Dopo qualche ricerca, prenotiamo al ristorante IL DATTERINO che si trova a pochissimi chilometri da Marzamemi. La scelta si rivela perfetta: ci riservano un tavolo per due immerso in un giardino di piante aromatiche con una vista mozzafiato sulla riserva di Vendicari. Subito veniamo catturati dalla tranquillità di questo posto così magico, dalla raffinatezza dell’ambiente e dalla cura dei dettagli che i proprietari hanno saputo mettere in ogni angolo della struttura.

Il cameriere, molto gentile e professionale, capisce subito la nostra passione per il mare e ci consiglia una tartare di alalunga, mango siciliano, rapanello e cialda di riso e zafferano. Un piacere per gli occhi e per il palato. Proseguiamo con una pasta alla norma dal sapore così gustoso e autentico come non ne avevamo mai mangiate prima. La cena è stata così perfetta che chiediamo di conoscere lo chef per fargli i complimenti di persona. Ci raggiunge al tavolo Silvio Zappulla e con una voce dolce a pacata ci rivela che il segreto della sua cucina è racchiuso in tre parole: semplicità, sincerità e qualità.

 

 

Dopo cena raggiungiamo Santa maria del Focallo, oltre la punta estrema della Sicilia, dove abbiamo prenotato la notte a VILLA IBISCUS, una graziosa casa vacanza a 100 metri dal mare. Il proprietario Domenico e la sua famiglia ci hanno gentilmente aspettato e, sulle note della tipica ospitalità siciliana, all’arrivo ci offrono un limoncello sotto il patio in giardino da sorseggiare in loro compagnia. Ammirando la splendida piscina illuminata in notturna, facciamo una piacevole chiaccherata con loro. Questa atmosfera così rilassata e familiare ci fa sentire come a casa di amici. Al risveglio Villa Ibiscus ci cattura con un tuffo nella sua bella piscina per poi salutare Santa Maria del Focallo alla volta dell’Isola delle Correnti.

Capopassero - Isola delle CorrentiMan mano che ci avviciniamo a CAPO PASSERO sentiamo che questo viaggio è stato quasi come pellegrinaggio, durante il quale il percorso ha preso quasi più importanza della meta finale. Ma la consapevolezza di raggiungere il punto più a sud della penisola italiana ci incuriosisce e ci emoziona così tanto che non stiamo più nella pelle. Qui, all’Isola delle Correnti, le acque del mare Ionio si baciano con quelle del Mar Mediterraneo. E’ da qui che al largo passano i tonni provenendo dalla Sardegna e passando per il Canale di Sicilia. Tutto attorno un’atmosfera selvaggia dove l’odore del mare si fa più intenso, il vento trasporta la salsedine sulla pelle e ci si sente lontano da tutto. Un luogo ricco di fascino che merita una visita almeno una volta nella vita.

Il nostro viaggio termina qui, oltre l’orizzonte c’è un altro continente: l’Africa.